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Trovare Parole 2009
I racconti premiatiRacconto 040
Il matrimonio
Meno male che c’è il sole. Dicono che viene fuori sfortunato, un matrimonio con la pioggia. Così è meglio, invece. Che è un matrimonio particolare, lo capisci già dagli invitati. Più di metà della gente che sta seduta sui banchi della chiesa ha circa 16 anni. Il che è parecchio positivo perché, di questi, più di metà sono ragazze. Tutte le ragazze della scuola, o quasi. Che con questo sole e questo caldo, oggi, sono tutte in gonna. Un matrimonio coi fiocchi, in sintesi.
Il problema più grande sono state le carte. Per i documenti, Luca ci ha messo più di un mese, facendosi su e giù tuti i giorni dagli uffici del Comune e del Municipio. È un casino sposarsi in Italia, se gli sposi hanno 17 anni (lui) e 16 (lei), nel caso non lo sapeste. Per non parlare del prete. Lui, all’inizio, non ne voleva proprio sapere. È stato lo scoglio più duro, ma alla fine, quando sono stati i genitori stessi venire a bussare alle porte della canonica, ha ceduto.
Io queste cose le so perché sono a un passo da Luca, lo sposo, mentre aspettiamo con ansia che Giulia entri da quel portone, accompagnata da suo padre. Sono il suo testimone.
Lo guardo di profilo e vedo una specie di velo lucido nei suoi occhi. Una via di mezzo tra tristezza e felicità. Un’espressione strana, insomma. Così di colpo mi viene in mente il giorno in cui le ha chiesto di sposarlo. Anche quel giorno aveva un’espressione simile. Già, fin dalla proposta si era capito che non sarebbe mai potuto essere un matrimonio come tutti gli altri. Quando mai avete sentito di lui che le chiede di sposarlo mentre lei è in un letto di ospedale, 5 minuti prima di entrare in sala operatoria? E io c’ero. Ero lì.
Bè, non è che fossi proprio lì con loro, al momento. Ero fuori dalla stanza, a dirla tutta. Però la scena me la vedo come ce l’avessi qui davanti: Luca che esce col respiro affannato tenendole la mano, mentre gli infermieri la stanno portando su in sala operatoria e, con un sorriso mezzo allucinato, mi fa:
“Ci sposiamo”.
Io non ricordo bene la mia reazione, ma devo avergli detto qualcosa tipo “Sei diventato matto?”. Perché lo sapevo bene, a cosa andava incontro, e anche lui lo sapeva. Ma sarebbe stato, giuro, in quel momento sarebbe stato come andare dallo tsunami e dirgli “Aspetta un attimo, amico, riflettici su”. Infatti, quel pomeriggio, ci siamo andati a ubriacare, e di brutto. Almeno, io. Lui con la testa era già alle nozze.
Oggi, comunque, è una giornata stupenda. Sono tutti felici, o giù di lì. Tutto è cme da copione. La mamma di Giulia che ha attaccato a piangere dalle 9 di stamattina. Il padre di Luca che gli ha dato più pacche slle spalle oggi che in 17 anni di vita. Luca che sarà andato a pisciare già tipo 74 volte, e solo nell’ultima mezz’ora.
Mi piacerebbe molto farmi tutta la cerimonia voltato all’indietro a godermi lo spettacolo di tutte le belle ragazze che ci sono qui ora, è precisamente questo quello che sto pensando, quando sta partendo la musica, e 300 teste si girano verso l’entrata e vedono, dalla luce, venire avanti, piano piano, una cosa che forse così bella nessuno l’ha vista mai: Giulia, nel suo vestito bianco, accompagnata dal padre, cammina debolmente verso di noi, mentre Luca ha un viso che so già che non mi dimenticherò mai: felice, felice e basta.
Felice e basta anche se sa che quella ragazza bellissima che sta venendo verso di noi e a cui un giorno in una stanza di ospedale ha chiesto di sposarlo, fra un mese o due al massimo morirà, per colpa di un bastardo di tumore maledetto. Felice e basta perché tutti e due lo sapevano benissimo, quel giorno, che sarebbe finita così, e proprio perché lo sapevano, ora, si stanno guardando e si sorridono in un modo che io non posso fare a meno di piangere. Felice e basta perché è un sogno che si avvera, questo, e lei è bellissima, così bella come nessuna sarà mai. Felice e basta perché è il giorno del loro matrimonio, e perché da oggi, loro, loro sì, si ameranno per sempre.
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- Racconto 021
Essere come loro - Racconto 022
Tre minuti - Racconto 023
Cenerentola - Racconto 024
Uno fra tanti - Racconto 025
Un viaggio in treno - Racconto 026
L'occhio nella notte - Racconto 027
La via di fronte - Racconto 028
Autobus numero 3 - Racconto 029
Il coraggio di tuffarsi - Racconto 030
Lui è lì - Racconto 031
Suicidio chic - Racconto 032
Qualcosa che non c'è - Racconto 033
Fa così freddo - Racconto 034
Si chiama amore - Racconto 035
La vecchia di fronte alla finestra - Racconto 036
Io ci proverò - Racconto 037
Il sogno - Racconto 038
L'esordio calcistico - Racconto 039
Ritorno al passato - Racconto 040
Il matrimonio
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