Racconto 032
Qualcosa che non c'è
E dire che fino a ieri non mi ero mai fermata ad ascoltare l'ultima traccia delle Soundtracks di Elisa.

Qualcosa che non c'è, titola.

Stanotte quasi non ho dormito.

L'ho ascoltata e riascoltata, riflettendo.



«Tutti questi anni a chiedermi

Se vado veramente bene..»



Desiderare di non essere così e allo stesso tempo voler essere orgogliosa di come sono.

Una volta ero felice, senza pensieri.

Un salto per raggiungere la gioia. La Semplicità che oggigiorno i bambini perdono sempre prima.

E più tardi, solo la consapevolezza che i progetti fatti un tempo non si potranno mai realizzare.

Perchè le cose che si vogliono serve sudarsele. Non sono vicine, nè lontane.

Ed è questo il problema. Se sono vicine le prendi al volo, se sono lontane si sa che serve lavorare molto e si raggiungono.

Ma a metà strada?

Uno non le intraprende subito perchè le sottovaluta.

E alla fine perde tutto.

Viviamo su piedistalli creati dai sogni, che si infrangono, che non ci sono.

E mentre la vita prosegue, ci perdiamo in essi.

Assicurandoci una condanna a vita, forse.

Perchè poi arrivano i rimorsi per quello che potevamo fare e a cui abbiamo rinunciato.

Ma si sa anche che inseguire qualcosa di impossibile serve per sfuggire ad una realtà che non ci piace. Scappare in tutti i modi, anche rovinando il futuro.

Il resto al momento non conta. Solo che poi il mondo si vendica.



È un mondo pieno di gente senza scrupoli.

Anche noi ci comportiamo come gli altri.

Da bambina, non avrei mai risposto in faccia a nessuno.

Sapevo fissare negli occhi. Ora non più.

Perchè da piccoli non si dicono bugie.

Non si parla solo per far rumore.

Son cresciuta senza voler lasciare il mio ego infantile.

Ma nonostante ciò, andando avanti con gli anni, non si trovano altre soluzioni che reagire.

Perchè fintanto che non lo si fa, il Tutto continua ad infierire e si sta male.

Perchè si è stufi di subire.

Ma non si sta bene comunque.



«E miracolosamente non ho smesso di sognare, non riesco a non sperare..»



Avere la realtà sbattuta in faccia, violentemente, non è bello.

Eppure, quella parte bambina, quella parte che sa ancora raggiungere la Fantasia, aiuta.

Sembra strano. Ma sfruttarla un poco per ammortizzare le cose serve a mantenersi freddi quando capitano.

Quando il dolore arriva senza preavviso.

È straordinario come sia rilassante ed impegnativo allo stesso tempo avere due parti che si equilibrano. Non perdendosi nel proprio sogno del tutto, ma spronando sé stessi ad andare avanti grazie ad esso.

Per gli altri, questa è Follia.



Il segreto nel non farsi passare per Pazzi, se proprio non si vuole cambiare la propria immagine, è vestire una Maschera far finta di osservare solo la realtà, solo il sole, quando dentro si è altro.

È difficile, ma fattibile.

Vivere grazie al Sogno, recitando nella realtà che ci ritroviamo.

La Fantasia è mia.

Il Sogno è mio.

Non mi interessa se c'è chi dice che devo abbandonare tutto, perchè "Tanto è inutile".

Menefreghista.

Però allo stesso tempo faccio più cose concrete di chi si comporta in modo troppo ligio di fronte a tutti, mentendo.

Portare una Maschera non è mentire, anche se sembra così.

Semplicemente, è un modo di reagire agli insulti degli altri, alle loro invettive.

Una giusta via di mezzo.

L’Aurea Mediocritas Oraziana aveva qualche senso.

Con le vie di mezzo nessuno si fa male.

È difficile essere equilibrati, anche con le Maschere.

Ma già provarci è qualcosa.

Non pochi portano Maschere.

Pochi sono quelli che la vestono per nascondere la "pazzia", per nascondere la Fantasia.

C’è chi la lascia del tutto, ammettendo agli occhi altrui una follia che dentro di loro è solo creatività.

E in giro per le strade, accompagnati da tutori che della vita sanno ben meno di loro, capita che riconoscano qualcuno a loro affine.



E i matti diventano gli altri.

Chi ormai ha perso la capacità di sognare.

Di cercare qualcosa che non c'è.

L'isola della seconda stella a destra.

La Fantasia.

Ciò che porta avanti, nell'equilibrio, la realtà.



«Un segreto è fare tutto come se vedessi solo il sole

e non Qualcosa che non c'è»
Pagina 2
Indietro       1 2 3 4   Avanti

Il NuovoFVG

La nostra sede è in  via Mercatovecchio, 37 a Udine.
I nostri telefoni sono:
0432.44472
0432.1740711
0432.1698020

il nostro fax è:
02 700 516 559
la nostra e-mail è redazione@nuovofvg.com
Emergency