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Trovare Parole 2009
I racconti premiatiRacconto 028
Autobus numero 3
Ciao, mi chiamo Samantha.Sono il frutto di una lettura approssimata e di una giornata di pioggia.
Proprio così, infatti, i miei genitori si conobbero per sbaglio, 17 anni fa, sull’autobus n_3. Era stata una giornata schifosa, aveva piovuto per tutto il giorno e ancora continuava. Mia madre uscì alle 21 e 30 dal lavoro, ma era senza ombrello e, tra l’arrivare alla fermata e l’aspettare le “21.43”, s’inzuppò da capo a piedi. Roberto, mio padre, invece, era appena arrivato in città, fresco di treno, ed era atteso da amici per le 22 in punto; grazie al suo spiccato orgoglio, nonostante la sua presbiopia non indifferente, si ostinava a non portare occhiali e quindi, invece di leggere un 8, sulla tabella degli autobus fuori dalla stazione lui vide un 3.
Quando mia madre, gocciolante, salì sull’autobus, quella sera, si sentì salutare così:
- Ciao pulcino!
Il saluto veniva da un giovane uomo di bell’aspetto, circondato da valigie, che sedeva in fondo al mezzo. Miriam, mia madre, inarcò un sopracciglio senza rispondere, forse pensò che fosse uno di quei tipi che non hanno di meglio da fare che infastidire le ragazze. Per contro, Roberto, pensò di lei che fosse splendida e che fosse un peccato che lui dovesse scendere appena due fermate dopo. Secondo quanto gli era stato detto, la sua fermata dava su una piazza, ma quando giunse il momento di scendere della piazza non vi era nemmeno l’ombra. Quale migliore occasione per parlare con la signorina se non chiederle informazioni su dove si trovasse?
- Scusi se la disturbo, non sono di qui e temo di non trovarmi dove dovrei...
- Ah - fu la laconica risposta.
- Beh ecco, mi chiedevo se per caso non fosse disposta ad aiutarmi a risolvere il mistero.
Dopo un’occhiata dubbiosa e un sospiro Miriam accettò.
- Ok... dove deve andare?
- Ehm... - si frugò in tasca - qui: via Manzoni n_66.
- Ma Ë dalla parte opposta!
- Sulla tabella c’era scritto autobus n_3 - protestò lui
- Sicuro non fosse un 8?
Scesero alla stessa fermata ma presero strade diverse; dopo averlo indirizzato nella direzione giusta la donna si avviò verso casa, scomparendo sotto la pioggia.
Due giorni dopo fu Miriam a riconoscere e salutare “l’uomo dell’autobus”. In fin dei conti, le era rimasto simpatico.
- Spero sia sull’autobus giusto oggi.
- Oh santo cielo, il pulcino del n_3!
E così ogni mattina s’incontravano in autobus e scambiavano quattro chiacchiere; passò qualche mese ed entrambi iniziarono a vedere quei venti minuti di tragitto verso il lavoro sotto una luce nuova. Finchè, non contenti della scarsa quantità tempo passato assieme, iniziarono ad uscire durante il tempo libero e meno di un anno dopo, si sposarono.
Quand’ero piccola, per andare all’asilo io e mia madre prendevamo sempre il n_9, poi il 5 alle elementari e ora che sono alle superiori il mio viaggio giornaliero lo faccio sul 12. Quindi, come potete notare, gli autobus hanno sempre fatto parte della mia vita, sia prima che dopo la mia nascita. Sono per me un punto di riferimento, una certezza, basta leggere l’orario sulla tabella e a quell’ora l’autobus arriva, con, al massimo, qualche minuto di ritardo. Da qualche anno ormai, quando ho bisogno di riflettere, o di stare sola, prendo un autobus a caso e con esso attraverso la città, come una turista durante un viaggio panoramico; oppure mi faccio semplicemente cullare dalla sua andatura irregolare e svuoto la testa; appoggiata al finestrino guardo fuori, la città che scorre, non mi preoccupo più_ di nulla e aspetto.
Si, aspetto. Perchè in me covo la segreta speranza che, un giorno, su uno di questi bestioni arancioni anch’io possa trovare la mia metà, e chissà... magari proprio sul n_3.
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- Racconto 021
Essere come loro - Racconto 022
Tre minuti - Racconto 023
Cenerentola - Racconto 024
Uno fra tanti - Racconto 025
Un viaggio in treno - Racconto 026
L'occhio nella notte - Racconto 027
La via di fronte - Racconto 028
Autobus numero 3 - Racconto 029
Il coraggio di tuffarsi - Racconto 030
Lui è lì - Racconto 031
Suicidio chic - Racconto 032
Qualcosa che non c'è - Racconto 033
Fa così freddo - Racconto 034
Si chiama amore - Racconto 035
La vecchia di fronte alla finestra - Racconto 036
Io ci proverò - Racconto 037
Il sogno - Racconto 038
L'esordio calcistico - Racconto 039
Ritorno al passato - Racconto 040
Il matrimonio
Il NuovoFVG
