Racconto 022
Tre minuti
Le cose che puoi fare in 3 minuti: leggere tutti i titoli di libri esposti nella bacheca dell'edicola della stazione; contare, sull'orario dei treni, quanti sono, in un giorno, quelli che partono da casa sua; pensare all'ultima volta che hai mangiato, insieme, i gusti fragola e cioccolato, nel gelato (per inciso: a 6 anni); controllare che i capelli siano a posto. Fare una lista delle cose da fare. Metterti a ricordare quella volta che sei salito sul treno senza biglietto e che poi ti sei fatto tutta la strada imboscato nel cesso.

Oppure.

Pensare a lei.

A che fortuna hai avuto a incontrarla.

E che sta venendo qui, adesso.

2 minuti.

Certo sarebbe stato forse meglio non cominciare con quella figuraccia, però. Prenderle per sbaglio la sciarpa, convinto che fosse la tua. Non ci assomiglia neanche, alla tua sciarpa, la sua. Ha subito pensato che volessi fregargliela. E ti ha scambiato per un ladruncolo da 4 soldi. Sfigato. Meno male che è lei. Un'altra, forse, non ti avrebbe poi neanche rivolto la parola.

E adesso ce l'hai comunque, la sua sciarpa. Addosso, pensa te. Te l'ha data l'ultima volta, dal finestrino del treno.

Tienila tu, ha detto. In fondo è grazie a lei se ti ho conosciuto, ha detto. Roba che, potendo, avresti urlato al capotreno di fermare tutto, di tirare una bella inchiodata, solo per salire su e darle un bacio, di quelli lunghi, di quelli che non finiscono più.

Meno di 1 minuto.

Già si sente il rumore delle rotaie che vibrano. Ho passato le ultime 2 ore ad annusare il profumo di lei sulla sua sciarpa. Sarò da rinchiudere? È che mi piace un casino il suo profumo, anche se lo so che è hypnotic poison e che ce l’hanno un sacco di ragazze, ma la verità è che solo addosso a lei mi fa quest’effetto. Chissà, sarà la sua pelle. Boh. Quasi quasi faccio un gioco: ma sì. Se adesso la vedo dietro al finestrino di una carrozza di mezzo, vuol dire che sarà una bella giornata.

Se no, no.

Se poi lei ha quella maglietta viola che aveva la prima volta che l'ho vista, sarà ancora meglio.

Se no, solo bella.

Se poi prima che il treno fermi lei mi vede e mi saluta, sarà perfetta.

Sì, forse sì, sono da rinchiudere. Ecco che arriva.

Forse è il caso che non mi veda, mentre son qui ad annusare la sua sciarpa. Già.

Eccola.

Carrozza di mezzo.

Maglietta viola.

Ciao.
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